Cory Doctorow in Italiano

24 dicembre 2009

I più grandi pirati sono i più grandi acquirenti

Filed under: Interviste — yanfry @ 12:14
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Michel Bauwens – 3 agosto 2009

Nella versione originale e più ampia di questo articolo di cui riportiamo uno stralcio, l’autore di fantascienza Cory Doctorow*, spiega il motivo per cui è una buona idea per gli autori condividere gratuitamente i propri e-book con i propri potenziali fans.
Egli inoltre inquadra il filesharing come la scoperta di nuove creazioni culturali che non si è ancora pronti ad acquistare, ma che, quando si scopre di amare, solitamente si comprano.

Cory Doctorow*:

Recentemente ho visto Neil Gaiman** fare un discorso a qualcuno che gli aveva chiesto cosa ne pensasse della pirateria dei suoi libri. Disse, “Su le mani nel pubblico, chi ha scoperto il proprio scrittore preferito gratis – o perché qualcuno gli ha dato in prestito una copia, o perché qualcuno gliel’ha regalata?
Ora, su le mani se avete scoperto il vostro scrittore preferito camminando in un negozio cacciando fuori denaro”.
In maniera schiacciante, il pubblico ha risposto che avevo scoperto i propri scrittori preferiti gratuitamente, grazie ad un prestito o ad un regalo.

Quando si tratta di miei scrittori preferiti, non ci sono confini: acquisterei ogni libro che pubblicano, solo per possederli (a volte ne compro due o tre, per darne ad amici che devono leggere quei libri). Pago per vederli dal vivo. Acquisto le t-shirt con la cover dei loro libri stampata. Sono un cliente a  vita.

Neil disse che faceva parte della tribù dei lettori, la piccola minoranza di persone nel mondo che legge per il piacere di farlo, acquista libri perché li ama. Una cosa che sò di coloro che scaricano i suoi libri da Internet senza permesso è che sono lettori, sono persone che amano i libri. Le persone che studiano le abitudini degli acquirenti di musica hanno scoperto qualcosa di curioso: i più grandi pirati sono quelli che spendono di più.

Se pirati musica per tutta la notte, è probabile che tu sia una delle poche persone che vanno anche nei negozi (le ricordate?) durante il giorno.
Probabilmente vai ai concerti nel fine settimana ed è probabile che acquisti musica da catalogo.
Se sei un membro della tribù della red-hot-music farai un sacco di cose che hanno a che fare con la musica, da cantare sotto la doccia, a pagare al mercato nero i rari bootleg in vinile dell’Est Europa con le cover della tua band death-metal preferita.

Lo stesso vale per i libri.
Ho lavorato nei nuovi bookstores, utilizzato biblioteche e librerie. Ho bazzicato nei luoghi pirata on-line di ebook (“bookwarez”).  Sono un drogato marcio di librerie e vado alle fiere del libro per divertimento. E sapete una cosa?
C’è la stessa gente in tutti questi posti: appassionati di libri che fanno un sacco di cose che hanno a che fare con i libri.
Ho acquistato edizioni pirata strane e fottutamente brutte dei miei libri preferiti in Cina perché sono strane e fottutamente brutte e stanno davvero bene vicino alle otto o nove edizioni che ho pagato a prezzo pieno degli stessi libri.
Acquisto libri della biblioteca, cerco in google quando ho bisogno di un preventivo, ne carico decine sul mio telefono cellulare e centinaia sul mio portatile, e ne ho (di questi scritti) più di 10.000 in depositi di stoccaggio di Londra, Los Angeles e Toronto.

Se potessi prestare i miei libri fisicamente senza rinunciare al possesso degli stessi, lo farei.
Il fatto che posso farlo con i file digitali non è un bug, è un optional e un’ottima dannata cosa.

E’ imbarazzante vedere tutti questi scrittori e musicisti e artisti piagnucolanti per il fatto che l’arte ha acquisito questa empia nuova funzionalità: la possibilità di essere condivisa, senza perdere l’accesso ad essa.
E ‘come guardare i ristoratori piangersi addosso a causa delle nuove macchine gratuite da pranzo che nutrono gli affamati del mondo, perché questo li costringerà a riconsiderare i loro modelli di business.
Si, sarà complicato, ma cerchiamo di non perdere di vista l’attrazione principale: pranzi gratis!
L’accesso universale alla conoscenza umana, è nelle nostra mani, per la prima volta nella storia del mondo “
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PS:
*Cory Doctorow (Toronto, 17 luglio 1971) è un giornalista, scrittore e noto blogger (coeditore del famoso blog Boing Boing) canadese. È un attivista in favore delle leggi che liberalizzano il copyright e sostenitore delle licenze Creative Commons. La maggior parte dei suoi libri sono scaricabili gratuitamente da Internet. http://it.wikipedia.org/wiki/Cory_Doctorow

**Neil Richard Gaiman (Portchester, 10 novembre 1960) è un autore di fumetti, scrittore, giornalista e sceneggiatore televisivo e radiofonico britannico. Nel corso di quasi vent’anni di attività, Neil Gaiman è stato uno degli scrittori di punta del fumetto contemporaneo, e oggi è autore di best-seller in ambito narrativo. http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Gaiman

PPS: La frase in rosso rappresenta una delle più brevi, belle, chiare e convincenti descrizioni del P2P che abbia mai letto 😉

Articolo originale: http://blog.p2pfoundation.net/the-biggest-pirates-are-the-biggest-spenders/2009/08/03
Traduzione a cura di yanfry per Scambioetico

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20 dicembre 2009

Cory Doctorow e l’Hugo sfumato

Filed under: Melting pot — yanfry @ 22:13
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Lo scrittore canadese pubblica sul blog Boing Boing il suo discorso di accettazione del premio Hugo per il miglior romanzo. Che, purtroppo, non ha potuto pronunciare.

Cory Doctorow

Anche stavolta, Cory Doctorow non ce l’ha fatta.

Era la seconda volta che arrivava in finale all’Hugo — la prima volta era successo tre anni fa, con un racconto lungo dal titolo impegnativo, I, robot — eppure questa volta sembrava che le stelle fossero davvero allineate: aveva ben due candidature, nel romanzo e nel romanzo breve; giocava in casa, in Canada; e soprattutto il romanzo col quale era candidato, Little Brother, è davvero uno di quei testi importanti, che lasciano il segno. Non possiamo dare una valutazione sulla qualità dei testi, non avendoi letto né il romanzo vincitore di Neil Gaiman The Graveyard Book né il libro di Doctorow, ma la sensazione, conoscendo i due autori e per quanto abbiamo letto dei due libri, è che non ci sarebbe nulla di strano se il libro di Gaiman fosse più bello, ma che comunque il libro di Doctorow fosse più importante.

Comunque, non è andata.

Con classe difficile da eguagliare, Doctorow ha subito fatto i complimenti ai vincitori sul blog Boing Boing (ormai una delle testate più lette del pianeta) e ha anche pubblicato il suo discorso di accettazione dell’Hugo. Che, purtroppo, non ha potuto leggere.

“This is one of the finest moments in my life” dice Doctorow, “Questo è uno dei momenti più belli della mia vita, la realizzazione di un sogno che ho inseguito fin da quando per la prima volta ho messo su carta un racconto, nel 1977: avevo solo sei anni. I miei amici sanno che seguo gli Hugo come i fan del baseball seguono le finali di campionato, pestando i piedi e gridando quando i libri e i racconti di autori e curatori che mi stanno a cuore vengono riconosciuti dai membri della WorldCon.”

Il discorso prosegue con una serie di ringraziamenti, per concludersi con un auspicio. “L’antico sogno dell’accesso universale a tutta la conoscenza umana e il coordinamento semplice per agire su questa conoscenza è alla nostra portata. Se solo riusciremo a mantenere la rete libera e aperta, resistendo ogni volta che i quattro cavalieri dell’infocalisse — i pedofili, i pirati, i criminali e i terroristi — verranno usati come pretesto per chiuderla, allora noi potremo fare tutto.”

Il testo completo è all’indirizzo www.boingboing.net/2009/08/10/hugo-award-winners-a.html

Autore: S* – Data: 10 agosto 2009 – Fonte: Boing Boing

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