Cory Doctorow in Italiano

15 dicembre 2009

Meet The Media Guru, intervista a Cory Doctorow: Obama, Creative Commons e controllo di stato

Ieri ve lo abbiamo anticipato e oggi pubblichiamo l’intervista a Cory Doctorow che stasera alle 19 (6.3.2009, ndr) sarà a Milano presso la Mediateca Santa Teresa ospite di Meet the Media Guru.

Abbiamo incontrato Cory, co-autore di BoingBoing, in arrivo da Londra, dove vive insieme alla moglie Alice Taylor e alla figlia Poesy Emmeline Fibonacci Nautilus Taylor Doctorow.

Lo vedrete: è un blogger sui generis, dotato di originalità e straordinaria capacità di argomentazione. Non aspettatevi un’intervista convenzionale, nessun luogo comune. Abbiamo parlato di politica 2.0 e della vera innovazione portata da Obama (che non consiste, a sorpresa, nell’uso di Twitter o Facebook in campagna elettorale); dello stato dell’arte e dei modelli di business da sviluppare nell’era dei social network, a favore dei Creative Commons e in aperta critica con i DRM.

E poi la privacy e il controllo della Rete: quali sono i paradossi della tutela della protezione dei dati personali che lo Stato vuole imporci, senza peraltro garantire l’obiettivo di sicurezza che giustifica le telecamere a ogni angolo della strada o la censura sul Web?

Se volete a different point of view, guardate la video intervista (eng). Sotto trovate una libera traduzione in italiano della prima parte.

Obama e l’innovazione politica.

Il vero cambiamento che ha portato non consiste nell’uso di Twitter o dei social network, ma nella creazione del sistema di machine-readable data voluto dal governo con i feed rss in modo che i disegni di legge e il monitoraggio della spesa pubblica possano essere mostrati agli elettori.

Sembrerà ironico, ma credo che l’Europa sia più avanzata da questo punto di vista. Non parlo dell’Unione, ma dei singoli governi, tra cui l’Inghilterra dove gli hackers hanno prelevato le poche informazioni che il governo ha messo a disposizione e le rese machine readable, senza chiedere permesso. Possiamo dire che gli hacker lavorino per noi.

Stato e copyright.

In America la legge stabilisce che nulla di ciò che viene emanato dal governo è soggetto a diritto d’autore, perché appartiene ai cittadini, è fatto per loro. In Europa invece esiste il copyright parlamentare, per cui il materiale appartiene al governo incluse cartine geografiche, statistiche pubbliche e altre informazioni che sono di proprietà dello stato.

Sarebbe bello se i parlamentari europei fossero più tecnologici, Ma i deputati inglesi, ad esempio, o i parlamentari europei sono spesso burocrati tra i burocrati. E’ ovvio che i più anziani siano più resistenti alla tecnologia. Ad esempio, non ci sono certo giovani deputati tecnologici a Bruxelles…

Sui politici di oggi e il loro rapporto con gli elettori.

C’è una cattiva abitudine tra i politici. Quando tanti dei loro elettori esprimono un’opinione comune su uno stesso argomento non prestano loro molta attenzione. E pensano: 10.000 persone mi hanno scritto dicendomi tutte che non dovrei votare per quel disegno di legge. Visto che tutti mi hanno scritto nello stesso linguaggio, li considero come una persona sola. Penso che sia sbagliato. Penso che i politici se si sentono sopraffatti dal rapporto con gli elettori che li stanno bombardando con troppi fax, email e telefonate dovrebbero costruire un sistema che ci consenta di comunicare con loro in modo reale. Non dovrebbero dire “comunichiamo troppo con i nostri elettori”. Se hanno problemi a gestire le mail, che includano nel loro staff qualcuno che insegni loro a organizzarle in base all’oggetto e al mittente. E se fossero bene organizzati, potrebbero fare da ponte tra gli elettori.

Sul successo di BoingBoing:

Siamo arrivati prima di altri e usiamo molti link. Più linki e più sarai linkato. Poi scriviamo bene, abbiamo buon gusto, siamo molto severi e diligenti nella struttura dei titoli per ottenere un’ottima indicizzazione da parte dei motori di ricerca (es. evitiamo gli articoli all’inizio del titolo. Un titolo come “A funny thing” può funzionare su un giornale cartaceo, ma non sul Web perchè quando cerchi info sul politico locale, ecc. un titolo simile non ha nessun senso semantico).

Inoltre abbiamo stabilito che i lettori devono leggere come vogliono Boing Boing, aldilà dell’interesse economico. Innanzitutto, abbiamo preso tutti i post e li abbiamo messi in rss. Molti altri siti invece sono preoccupati con gli rss perché in questo modo i lettori non visitano la pagina e ne soffre la raccolta pubblicitaria.

Ma se le persone vogliono leggerci con i feed, non è affar nostro dire che stanno sbagliando. Li lasciamo leggere, e vedremo dopo come guadagnarci qualcosa; in e in questo modo accresce la nostra popolarità. Se non otterrò pubblicità perché leggono i feed rss, allora la avrò grazie ai link che mi portano altri 10 lettori. E se non succede, almeno sono stato onesto.

Fonte: http://hightech.blogosfere.it/2009/03/meet-the-media-guru-intervista-a-cory-doctorow-obama-creative-commons-e-controllo-di-stato.html

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