Cory Doctorow in Italiano

10 dicembre 2009

India, WIPO e sviluppo

Filed under: Melting pot — yanfry @ 22:17
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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno scandaloso uso dei trattati e delle organizzazioni internazionali per propagare il Massimalismo della Proprietà Intellettuale, sottraendolo per quanto possibile, al controllo di istituzioni democratiche e allo scrutinio dell’opinione pubblica.

Fortunatamente, nell’ultimo anno si sono uniti due sforzi per invertire questo processo. Da una parte, organizzazioni come la EFF e IP Justice hanno cominciato a puntare un riflessore su questa “fabbrica delle salsicce”, e hanno messo in azione abili “evangelisti” e copyfighter, come Cory Doctorow. Dall’altra parte, molti paesi in via di sviluppo hanno (finalmente!) smesso di accettare supinamente trattati che gli impongono politiche auto-lesionistiche di protezione della proprietà intellettuale.

L’anno scorso un blocco di paesi che include Brasile ed India è riuscito a vincere un importante voto che ha imposto una Agenda di Sviluppo alla WIPO (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). La risposta delle nazioni in cui maggiori sono le spinte alla protezione (come gli USA) hanno provato ad interpretare l’agenda allo sviluppo come una richiesta d’aiuto nello sviluppare protezioni dell’IP, e hanno proposto di assegnare “nazioni compagne” che aiutino a stendere leggi sufficientemente auto-lesioniste.

Nelle parole di Cory Doctorow:

I paesi in via di sviluppo hanno allegramente chiamato stronzate queste proposte.

La dichiarazione Indiana all’assemblea è la migliore spiegazione del perchè sia necessario trasformare la WIPO da una welfare agency per l’industria discografica e cinematografica ad una agenzia umanitaria che aiuti le nazioni in via di sviluppo a realizzare il potenziale umano in esse presente. Ne traduco un estratto:

“Sviluppo”, nella terminologia della WIPO, significa aumentare la capacità di un paese in via di sviluppo di fornire protezione ai detentori di diritti di proprietà intellettuale. Questo è esattamente l’opposto di quello che che i paesi in via di sviluppo intendono quando parlano di una “dimensione dello sviluppo”. Il documento presentato dal Gruppo degli Amici dello Sviluppo corregge questo errore concettuale – cioè che la dimensione dello sviluppo significhi assistenza tecnico.

Il vero imperativo dello “sviluppo” è assicurare che gli interessi dei detentori di Proprietà Intellettuale non siano protetti a scapito degli utenti di Proprietà intellettuale [IP], dei consumatori, e della politica pubblica in genere. Questa proposta, quindi, cerca di incorporare nella legge e nella pratica internazionale sulla Proprietà Intellettuale quello che i paesi in via di sviluppo hanno chiesto con forza fin da quando sono stati costretti ad accettare TRIPS nel 1994 [il trattato WTO sugli aspetti relativi al commercio della proprietà intellettuale].

La ragione primaria per cui vale la pena di proteggere la Proprietà Intellettuale è, innanzitutto, la promozione dello sviluppo della società incoraggiando l’innovazione tecnologica. Il monopolio legale che viene concesso ai detentori di IP è una eccezione al principio generale che vede i mercati competitivi come la miglior garanzia di assicurare gli interessi dell’intera società. La ragione dell’eccezione non è che l’estrazione di profitti di monopolio da parte degli innovatori sia di per se stessa un bene per la società e per questo debba essere promosso. Piuttosto, [la ragione dell’eccezione è che] propriamente controllato, un monopolio di questo tipo provvede un incentivo all’innovazione, che potrebbe produrre benefici sufficienti per compensare la società delle perdite immediate causate ai consumatori dall’esistenza di un mercato di monopolio piuttosto che di un mercato competitivo. I diritti di monopolio concessi ai detentori di IP sono un incentivo speciale che deve essere calibrato in ogni paese in luce delle proprie circostanze, tenendo conto dei costi complessivi e dei benefici di tale protezione.

[Via Boing Boing, 1 e 2]

Fonte: http://wikilab.net/archivi/2005/04/16/india-wipo-e-sviluppo/

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